domenica 31 marzo 2013

Genua Atelier espone Giuseppe Lambertucci

Buongiorno a tutti e Buona Pasqua! :)

Oggi ho il piacere di mostrarvi le foto delle opere di Giuseppe Lambertucci, esposte nel mio Atelier di via Aretina fino al 30 aprile 2013. 
Si tratta della prima di una serie di esposizioni artistiche che si susseguiranno da questo momento in poi presso "Genua Atelier", per farvi ammirare dal vivo delle splendide tele e per coniugare le mie due passioni, per l'arte e per la moda.
Se ancora non lo avete fatto, venite a farmi visita al più presto!

Di seguito potete ammirare i deliziosi dipinti di Giuseppe Lambertucci...

Ginestra, Giuseppe Lambertucci, olio su tela

Ortensia blu, Giuseppe Lambertucci, olio su tela

Ortensia, Giuseppe Lambertucci, olio su tela

Farfalla, Giuseppe Lambertucci, olio su cartone telato

Giardino, Giuseppe Lambertucci, olio su cartone telato

Riporto, inoltre, alcune notizie bibliografiche, fornitemi dall'artista stesso, e uno scritto sulla sua pittura, di Nicola Micieli, tratto dalla mostra "Fantasticarte".




Giuseppe LAMBERTUCCI

Nato a Bientina nei 1936, trascorre la gioventù a Ponte a Cappiano, oggi vive e lavora tra Santa Croce sull'Arno e Firenze. Autodidatta, partecipa con successo a varie manifestazioni ottenendo premi e riconoscimenti. Conosce critici e letterati di chiara fama che lo presentano poi in mostre personali in Italia e all'estero. Nel '77 realizza le prime cartelle litografiche nella stamperia d'arte di Giuliano Angeli in Via della Zecca a Lucca.

Dal '78 si dedica anche all'incisione e, frequentando assiduamente la stamperia d'arte II Bisonte e successivamente la stamperia d'arte Edigrafica di Raffaello Becattini a Firenze (dove lavora a fianco di grandi maestri), realizza un'importante serie di cartelle grafiche sul tema ecologico ed esistenziale, tra le quali Pianeta padule con poesie inedite di Luciano Marrucci e Alberto Pozzolini e testi critici di Alberto Giotti e Piero Malvolti, // trionfo e L'esilio su testo poetico di Piero Bigongiari, che viene presentata da Pier Carlo Santini al Gabinetto Letterario G. P. Vieussieux in Palazzo Strozzi a Firenze, e L'umana mimes di Pier Paolo Pasolini con testo critico di Vittorio Sgarbi, presentata da Alberto Pozzolini al teatro degli Animosi di Carrara.

Nel '94 è tra i pittori invitati nell'ambito del Progetto La pelle nel muro dipinto, curato e ideato nello stesso anno a Santa Croce sull'Arno da Romano Masoni. Una sorta di museo all'aperto dove attraverso la metafora della "pelle", si racconta la storia del nostro paese. Nel '99 su invito di Nicola Micieli, espone l'opera grafica dall'Utopia alla Speranza presso la Limonaia di Pisa, nella rassegna Incisione Pisana del 900. Esegue su commissione tre importanti opere a tema religioso quali una Crocifissione nel¬la Chiesa di Capanne - Montopoli Val d'Arno, una Resurrezione nella Chiesa del Sacro Cuore di Ponte a Egola - San Miniato e due statue in terracotta sui portali della Chiesa di Sant'Andrea a Santa Croce sull'Arno. Nel 2003 è inserito nel progetto multimediale Terre del Rinascimento curato dal Museo Leonardiano di Vinci.

Nel 2004 realizza, con l'Alto Patrocinio del Comitato Nazionale per i Festeggiamenti del VII Centenario della Nascita di Francesco Petrarca, una cartella sull'opera del poeta composta di sei incisioni con testo di Michele Feo.

Nel 2008, nel 130° anno della Confraternita di Misericordia di Santa Croce sull'Arno, realizza il dipinto Angeli e una incisione sullo stesso tema. Nel 2009, per conto del Comitato per le Celebrazioni del Settimo Centenario dalla Morte della Beata Cristiana di Santa Croce sull'Arno, realizza una medaglia e un'incisione commemorative. Nel 2010 esegue il ritratto di Sua Eccellenza Mons. Fausto Tardelli, vescovo di San Miniato. Il ritratto è parte importante della sua attività e lo pone all'attenzione di personalità in Italia ed all'estero.




Il sogno di volare

Nella pittura di Giuseppe Lambertucci, così dichiarata e congrua nei linguaggio, aderendo al reale in termini non mimetici ma con l'elasticità che la rende disponibile al racconto in convergenza di situazioni umane e aspetti del mondo fenomenico, il fantastico non è una scelta di campo espressivo, dunque una condizione stabile dello stile che escluda altri possibili versanti della ricerca e della comunicazione artistica. Si tratta piuttosto di una declinazione, un aspetto abbastanza ricorrente del suo visibile parlare. Ossia del permutare in racconto, appunto, momenti della propria rete relazionale e delle suscitazioni interiori che ne scaturiscono.

Nella figurazione tipica di Lambertucci sempre fondata sulla proprietà costruttiva del disegno, rifuggendo una qualsivoglia mediazione fotografica, filtra il rapporto, invero non sempre appagante o pacificato, che da uomo sensibile e avveduto egli ha con la complessità del mondo nel quale è immerso. E se egli ama soffermarsi, che so, sullo splendido paramento di una pianta fiorita che invade l'intero campo visivo e basta, con la luminosa tessitura dei suoi petali, a riempire di festa lo sguardo dell'artista, e suo tramite il nostro sguardo, per contro non manca di riflettere da pittore intorno a questioni critiche e problemi della contemporaneità. Con una particolare attenzione ai temi ecologici, che dalla sfera strettamente ambientale nel suo caso si estendono a un'idea del disequilibrio, e anche della vera e propria devastazione, di più ampio coinvolgimento e di più stringente ricaduta umana e civile. Infine Lambertucci traspone nelle pagine del suo visibile parlare anche le risposte del suo immaginario a molte delle sollecitazioni che egli riceve dal mondo esterno e che la sua mente elabora in termini visionari, fantastici in accezione simbolica e in molti casi allegorica, non dandosi soluzioni di una qualche marca surreale. Si tratta di percorsi alternativi a quelli conseguenti in termini strettamente logici, che il pittore governa e lucidamente conduce al suo fine, simulando l'abbandono al flusso della fantasia che in realtà è come un sogno a occhi aperti. A un sogno ricorrente e credo da ognuno verificato, quello di volare, di annullare il peso che ci tiene ancorati alla terra, e alla gravità/grevità, alla pesantezza della terra, si ispirano le opere da Lambertucci proposte in questa mostra: la levitazione, più che il volo in ascesa o in discesa, delle candide maschere che diversamente orientate e colte dal basso in fuga prospettica, affollano senza caricarlo l'azzurro cielo; il volo planato di una tornita, direi aerodinamica figura che pare generata dall'aria, ossia agglutinata della materia eterea dell'aria, sulla sintesi morfologica di un paesaggio visto dall'alto e partecipe della leggerezza sospesa di quel moto.

Non c'è il mito di Icaro, dunque la tragica sfida liberatoria, nel sogno del volo al quale si abbandona sovente Giuseppe Lambertucci. C'è semmai quello del Pegaso certo solare e apollineo, nel quale si incarna la virtù della pittura di mettere le ali alla forma per rappresentare un ideale che travalica l'angusto recinto della realtà. Non a caso Lambertucci ha dipinto e inciso una quantità di cavalli anche volanti, comunque trascorrenti con la loro vitalità e la bellezza purificata e tuttavia energica delle loro forme, sulla scena sovente tormentata del mondo.



Nicola Micieli



venerdì 8 marzo 2013

Henri Rousseau - La zingara addormentata-1897-olio su tela

Una delle tele più belle viste durante il mio viaggio di nozze, al Moma di New York...

La "zingara addormentata" di Henri Rousseau e' un soggetto notturno straordinariamente poetico: al chiaro di luna, in un deserto, una zingara addormentata (con al fianco una giara per l'acqua e un mandolino) e un leone che , pur passandole accanto, non la divora. A far da cornice alla scena un cielo di un blu intenso, sul quale si staglia il profilo del leone. La luce della luna ne illumina la criniera ed esalta la variopinta veste della zingara. Si tratta di un soggetto surreale calato in un'ambientazione da sogno, caratteristica tipica di tutta la produzione pittorica di Rousseau.
All'interno del Moma l'opera si trova a pochi passi dalla Notte Stellata di Vincent Van Gogh...in pochissimo spazio tanta meraviglia!
Vi consiglio di farci un salto prima o poi :-)

lunedì 4 marzo 2013

Inaugurazione "Genua Atelier" ♥


Prima di continuare a "regalarvi" opere d'arte ♥...un piccolo spazio pubblicitario :)... 



Finalmente ci siamo!!! Sono felicissima di invitarvi all'apertura del mio Atelier fiorentino, di abiti da cerimonia e da tango argentino. Vi aspetto per un aperitivo in compagnia sabato 23 marzo, in via Aretina 54/R a Firenze, dalle 16:00 alle 20:00.



Non mancate! :) 

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